Amiche, amici, compagne e compagni,

in una delle campagne elettorali più difficili — per noi e per il Paese — degli ultimi anni, crediamo sia necessaria una riflessione profonda sui motivi del voto che esprimeremo e che vi chiediamo di esprimere e sostenere.

Il nostro voto andrà sicuramente a Luciano Uras, candidato con il centrosinistra nel collegio uninominale di Cagliari (Cagliari, Quartu Sant’Elena, Monserrato, Sinnai, Quartucciu, Maracalagonis, Villasimius, Burcei).

Come Campo Progressista — Sardegna esprimiamo una candidatura con il centrosinistra perché riteniamo che la posta in gioco, quella del destino democratico e economico del Paese, non consenta e non avrebbe dovuto consentire operazioni divisive nel campo progressista. La nostra divisione purtroppo rafforza le proposte delle destre e dei qualunquisti, che rappresentano ideologie e culture contro le quali dovremmo unitariamente batterci prima e dopo il 4 marzo.

Di fronte alle proposte che aggrediscono la Libertà come carattere fondante di una democrazia, da coloro che intendono negarla sul piano civile (abolizione delle Unioni Civili, attacco ai migranti su base razziale e culturale) a chi lo fa sul piano politico (l’abolizione della libertà di voto del parlamentare attuata con contratti e multe proposta dal partito 5 stelle ai suoi candidati), abbiamo ritenuto di non abbandonare il campo democratico pur con le sue contraddizioni, gli errori, le derive in parte superate dall’ultimo governo Gentiloni.

Dai progressisti che hanno scelto la strada della divisione non ci sentiamo per questo lontani, se non rispetto appunto alla loro decisione di rompere il fronte, e crediamo che anche con loro dopo il voto vada ricostruita un’idea di società e di Paese avanzata sul piano dei diritti e del lavoro.

Abbiamo deciso di impostare la nostra campagna elettorale sulle idee, sul merito dei problemi da affrontare, su un patto per la Sardegna che ci veda protagonisti negli anni a venire. Mentre intorno si combatte una campagna elettorale molto mediatica, di sorrisi tirati e strette di mano, di candidati troppo spesso inadeguati alle responsabilità che li aspettano, scegliamo di seminare i nostri propositi per un futuro di unità democratica e dialogo per il bene delle nostre comunità.

Un futuro che abbia come base la nostra Sardegna. Insularità, sviluppo ecosostenibile, pace e dialogo, cultura e istruzione, protagonismo delle nuove generazioni sono alcuni tra i temi che abbiamo nella testa e nel cuore.

Questo significa continuare la battaglia per superare l’isolamento, ridefinire il patto con lo Stato e con l’UE per avere un sistema derogato di aiuti che consenta di potenziare i collegamenti da e per la Sardegna, un’infrastrutturazione più completa dell’Isola dal punto di vista energetico e delle telecomunicazioni, una migliore qualità del trasporto interno.

Significa interpretare l’insularità anche come un vantaggio, da spendere nel campo della ricerca e della sperimentazione di soluzioni finalizzate a una nuova economia basata sull’ecologia: bonifica e ripristino dei territori compromessi, rinaturalizzazione in chiave anche turistica, produzione e sviluppo ecosostenibile.

Significa guadagnare centralità nel Mediterraneo come terra di Pace e di dialogo, di accoglienza delle culture, di valorizzazione delle diversità come ricchezze per la crescita collettiva sul piano sociale, culturale ed economico.

Significa rispondere alle esigenze di un’Isola e di un Paese che hanno bisogno di combattere la dispersione scolastica, coinvolgere le nuove generazioni, investire su di loro per dare risposte occupazionali di qualità, farle essere protagoniste di una rinascita complessiva della nostra economia.

Significa affermare a gran voce che non deve mai più esistere il lavoro gratuito. Che la battaglia più dura si farà contro il ricatto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Per le donne madri che subiscono mobbing, per i giovani e i meno giovani che si trovano ad accettare il lavoro sottopagato, gli straordinari gratuiti, i finti tirocini.

Questi e altri sono i temi che abbiamo affrontato, con impegno e studio, e che continueremo a seguire nel nostro progetto per la Sardegna. A interpretare questo impegno una squadra che si applica quotidianamente nella militanza, nelle istituzioni democratiche dal Comune di Cagliari alla Regione Sardegna, e che ha espresso Luciano — per il lavoro già svolto come Consigliere regionale prima e come Senatore ora — come candidato rappresentativo di tutte e tutti, delle energie spese insieme con i militanti, i sostenitori, gli amministratori pubblici in questi anni.

Le stesse energie mettiamo in campo per il 4 marzo e soprattutto oltre il 4 marzo perché l’ambizione di dare risposte adeguate alle questioni della vita quotidiana delle categorie più fragili delle nostre comunità è ancora viva e ancora ci appassiona.

In una fase politica confusa e ingarbugliata come quella attuale, crediamo sia più importante che mai assumersi il dovere di parteggiare. Soprattutto ora che non è facile, che tante sono le spinte anche mediatiche che ci orientano verso l’astensione, verso la protesta, verso l’indifferenza.

Non farsi sopraffare da queste spinte significa avere ancora a cuore e sostenere ancora il progetto, quello che abbiamo costruito da protagonisti a partire dal 2011, quello che abbiamo ereditato da coloro che ci hanno creduto prima di noi, quello che dobbiamo ancora costruire insieme a tante e tanti.

Questa tappa del nostro percorso ci vede alleati del centrosinistra, che continuiamo a volere più ampio e più unitario. A coloro che ci accusano dell’alleanza con il PD, quasi si trattasse di un patto col diavolo, rispondiamo che la nostra alleanza è con il popolo progressista e democratico contro le derive fasciste e qualunquiste che si affacciano prepotentemente nella politica italiana.

Ma come Campo Progressista — Sardegna partecipiamo a Cagliari nell’uninominale, e non nelle liste proporzionali, proprio per certificare che la nostra non è una proposta riducibile a un’adesione alle liste in campo ma costruisce le basi per un programma che va oltre le singole sigle, oltre la data del voto e oltre l’attuale assetto del centrosinistra.

Con la candidatura di Luciano Uras, che vi chiediamo di votare e far votare, rappresentiamo il centrosinistra che vogliamo ricostruire all’indomani del voto, il progetto progressista che proponiamo a tutte le forze in campo per il governo del Paese e per un nuovo patto per la Sardegna.

Per votare questo nostro progetto, nel collegio uninominale di Cagliari (Cagliari, Quartu Sant’Elena, Monserrato, Sinnai, Quartucciu, Maracalagonis, Villasimius, Burcei) per la Camera dei Deputati potete barrare il nome di Luciano Uras come da fac-simile che troverete a fine lettera.

Se vorrete dare una preferenza anche a una delle liste collegate (+Europa, Civica Popolare, Insieme, PD) potete barrarne il simbolo. Non è previsto il voto disgiunto.

Il materiale elettorale, se gradite averlo e distribuirlo, si può ritirare in via Puccini n. 51 dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Per altre esigenze, richieste di incontro e confronto, riunioni su temi specifici, contattateci.

Un abbraccio,
Matteo Massa
Francesca Ghirra

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